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Intervista ai Rebecca
Oggi siamo qui per farvi conoscere un gruppo romano del quale sentirete parlare nei prossimi anni, i Rebecca. Abbiamo con noi il bassista del gruppo, Marco Cirilli; andiamo a conoscere meglio questo gruppo e a svelare i
segreti del loro album “Un’Altra Storia” e del loro tour “Hot Sex Toys Tour” che farà tappa nei migliori teatri d’Italia.
“Ciao Marco…. parlaci dei Rebecca, quando e come nasce questa grande avventura?”
Il progetto nasce a maggio del 2004 dall’incontro tra Marco Zanni e Luca Di Palma. Sono entrambi chitarristi e parlando davanti a qualche birra decidono di formare una band.
“Chi è la mente creatrice di questo progetto? Chi ha dato la scintilla…”
La scintilla è nata dalla voglia di unire le sonorità moderne tanto care a Zanni con quelle decisamente più anni ’70 amate da Luca: all’inizio volevano unire il suono degli Evanescence con quello del Balletto di Bronzo, un’impresa quasi impossibile direi.*
“Perché la scelta è caduta proprio sul nome Rebecca, nome abbastanza insolito visti i nomi dei gruppi di questi ultimi tempi?”
Lo ha scelto Luca. Ne voleva uno facile da ricordare e che fosse internazionale: credo che per un gruppo il nome “Rebecca”sia bellissimo…in contrasto poi con una band di soli uomini. *
“Ho acquistato il vostro ultimo cd, Un’Altra Storia, e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito; finalmente un gruppo italiano che non cade nella solita banalità di testi e riffs! Che genere di musica fate e sopratutto, che influenze avete avuto e avete sfruttato per comporre questo album?”
La musica la compone nella quasi totalità Marco Zanni e se prendi entrambi i dischi composti ci trovi di tutto, dal metal alla fusion, da passaggi jazzati ad altri più tipicamente rock. Siamo riusciti comunque, secondo me, a dare a qualsiasi cosa fatta un’impronta molto personale e riconoscibile.*
“Da notare la originalità della confezione dell’album… come è nata questa idea?”
Luca è pazzo, feticista e colleziona dischi: siccome gli piacciono le confezioni di dischi piene di cose, ha pensato che sarebbe stato così anche< per i fans: da lì la confezione con cofanetto in cartonato con libretto, cd, plettro, adesivo, spilla e quant’altro. Ormai la musica si scarica e dunque il cd è un feticcio e basta…a questo punto rendiamolo un feticcio interessante. *
“Parliamo del “Hot Sexy Toys Tour”… so che avete un modo molto particolare di fare live…”
Se abbiamo uno spazio sufficiente ci piace portare sul palco oltre alla
musica ed alla nostra fisicità anche qualcosa che attiri l’attenzione del pubblico: ci piace condire lo spettacolo con molte cose e siccome Marco Zanni è megalomane e ha grandi idee, si cerca di portare per quanto possibile, uno spettacolo emozionante in giro per l’Italia*
“Il 26 Novembre sarete al Piper, storico locale romano; che emozione si prova a suonare in un locale del genere e che aspettative avete per questa serata”
E’ la seconda volta che suoniamo lì: il posto è sicuramente storico e bello, l’emozione per fortuna c’è sempre prima di un concerto ma la bellezza della serata è nel riuscire a creare con il pubblico quello scambio di emozioni che trasformi il concerto in un grande show. Speriamo che il 26 possa accadere. Noi ce la metteremo tutta.*
“Come nei reality in tv, in poche parole di’ agli utenti del blog il perché dovrebbero venire il 26 sera al vostro live e perché dovrebbero comprare il cd”
Un bel concerto Rock, in un bel locale, è sicuramente un ottimo modo di passare una serata. Il biglietto ha tra l’altro un prezzo onestissimo (10 euro). Per quanto riguarda il cd secondo me andrebbe preso perché è un gran disco e confezionato in maniera eccezionale. Mi rendo conto che la vostra generazione è “dopata” da musica artificiale e preconfezionata, ma se un ragazzo ha voglia di approfondire e migliorare la propria conoscenza musicale, troverà nei Rebecca una band molto interessante. *
“Che temi trattate di solito nelle vostre canzoni? Che cosa rappresenta per voi ogni canzone che incidete?”
I testi sono di Francesco Bejor, il nostro cantante: si parla di vita
vissuta e perché no, delle sue paure e gioie. Parlandone però con alcuni fan mi sembra che ognuno li interpreti a modo proprio e dunque diciamo che sono pirandelliani, ognuno gli dà l’interpretazione che preferisce.*
“Chi è che scrive i testi, chi compone le basi? Collaborate tutti insieme o comunque ci sono compiti specifici per ognuno?”
Come ti dicevo i testi sono di Francesco. Le musiche le scrive Marco Zanni. Poi è chiaro che ognuno di noi ci metta del proprio quando suoniamo.*
“Progetti futuri? CD, Tours, Eventi…
Il disco nuovo uscirà verso marzo 2010 ed ora pensiamo a fare il miglior
lavoro possibile. Altre date arriveranno di supporto a questo disco.- *
“So che ultimamente avete suonato al carcere di Rebibbia.. che emozione è stata suonare in un luogo cosi inusuale? Come è stato dare un po’ di libertà a quelle persone?”
Una tra le più belle esperienze della mia vita: il calore e l’affetto dimostrato da chi era presente quel pomeriggio mi hanno ripagato dei tanti sacrifici fatti per la musica. Un’esperienza a livello emotivo davvero fantastica.
Grazie Marco e buona fortuna con i Rebecca.. spero il futuro vi possa dare tante soddisfazioni, più di
quante ne abbiate avute fino ad ora.
nb. Questa intervista è stata fatta prima del concerto del 26 Novembre.
Per chi fosse maggiormente interessato al gruppo ecco il myspace e il sito internet ufficiale
www.rebeccaband.com/
www.myspace.com/rebeccaband
Internet: La Nuova Dipendenza Del XXI Secolo
Basta guardarsi intorno, conoscere meglio le persone che ci circondano, e subito ci accorgiamo di quanto ormai i computer, le tecnologie, internet e i suoi cosi chiamati “social network” ci abbiano circondato e abbiano invaso la nostra vita.
In special modo questi ultimi, i social network, si stanno diffondendo sempre più velocemente e si può dire che stiano diventando una vera e propria piaga per la società di questi anni. Facebook, Messenger, Twitter ecc. infatti hanno ben poco a che fare con il “social” che i loro nomi decantano; occorre infatti un semplice sguardo alle nostre vite e a quelle di coloro che ci circondano per notare il nascere di una nuova specie di dipendenza, capace di essere pericolosa al pari di quelle per alcool o droghe. Sempre più persone rimangono chiuse in casa, non escono, smettono di mangiare, dormire, lavarsi, di avere una regolare vita sociale e una sana esperienza del mondo reale a causa di questi social network. Essi infatti garantiscono la possibilità di celarsi dietro uno schermo o anche dietro ad una falsa identità e quindi di poter interagire con il mondo in maniera più facile.
Cosi facendo però, gente insicura, troppo timida, con problemi nel relazionarsi con gli altri, trova terreno fertile per “credere di curare il loro problema” in maniera facile e indolore. Bastano pochi click per poter parlare con chiunque senza nessun problema psicologico, arrivando a dire cose che in realtà non si sarebbero mai dette. Ci si nasconde dietro ad uno schermo, la vita reale viene meno e si comincia a rovinare la vita di queste persone. Il problema maggiore di questi individui è la difficoltà con la quale capiscono e sopratutto ammettono di essere in un certo qual modo dipendenti da ciò che in un primo momento li ha resi felici.
Negli USA e ultimamente anche in Italia sono nati e nasceranno impianti e centri di cura anche per questi casi per cercare di salvare la vita di almeno quelle persone che si sono rese conto del loro handicap sociale che stavano e stanno vivendo. Bisognerebbe quindi limitare le ore passate davanti ad un pc, uscire all’aria aperta, fare conoscenze reali, passare tempo con gli amici e vivere quindi una vita quanto più regolare sotto questo aspetto; poiché se per una persona il “regolare” è passare 10 ore della giornata attaccati ad un pc… beh… non è proprio questo il senso di questo termine. Il dizionario della lingua italiana infatti dice che è regolare tutto ciò che è “moderato” e in ambito meccanico “agire su particolari dispositivi per ottenere il miglior rendimento da un apparecchio”;
considerando il nostro corpo e il nostro cervello come delle macchine, possiamo facilmente capire quanto sia deleterio il consumare neuroni davanti ad uno schermo e quanto sia rovinoso per la nostra vita il rinchiudersi in casa nei propri problemi… ( Leopardi docet ).
Giek3





