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Minchiate|passaparola

13 dicembre 2009 Lascia un commento

Categorie: Musica Etichette:

Intervista ai Rebecca

1 dicembre 2009 Lascia un commento

Oggi siamo qui per farvi conoscere un gruppo romano del quale sentirete parlare nei prossimi anni, i Rebecca. Abbiamo con noi il bassista del gruppo, Marco Cirilli; andiamo a conoscere meglio questo gruppo e a svelare i
segreti del loro album “Un’Altra Storia” e del loro tour “Hot Sex Toys Tour” che farà tappa nei migliori teatri d’Italia.
“Ciao Marco…. parlaci dei Rebecca, quando e come nasce questa grande avventura?”
Il progetto nasce a maggio del 2004 dall’incontro tra Marco Zanni e Luca Di Palma. Sono entrambi chitarristi e parlando davanti a qualche birra decidono di formare una band.

“Chi è la mente creatrice di questo progetto? Chi ha dato la scintilla…”

La scintilla è nata dalla voglia di unire le sonorità moderne tanto care a Zanni con quelle decisamente più anni ’70 amate da Luca: all’inizio volevano unire il suono degli Evanescence con quello del Balletto di Bronzo, un’impresa quasi impossibile direi.*

“Perché la scelta è caduta proprio sul nome Rebecca, nome abbastanza insolito visti i nomi dei gruppi di questi ultimi tempi?”

Lo ha scelto Luca. Ne voleva uno facile da ricordare e che fosse internazionale: credo che per un gruppo il nome “Rebecca”sia bellissimo…in contrasto poi con una band di soli uomini. *

“Ho acquistato il vostro ultimo cd, Un’Altra Storia, e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito; finalmente un gruppo italiano che non cade nella solita banalità di testi e riffs! Che genere di musica fate e sopratutto, che influenze avete avuto e avete sfruttato per comporre questo album?”

La musica la compone nella quasi totalità Marco Zanni e se prendi entrambi i dischi composti ci trovi di tutto, dal metal alla fusion, da passaggi jazzati ad altri più tipicamente rock. Siamo riusciti comunque, secondo me, a dare a qualsiasi cosa fatta un’impronta molto personale e riconoscibile.*

“Da notare la originalità della confezione dell’album… come è nata questa idea?”

Luca è pazzo, feticista e colleziona dischi: siccome gli piacciono le confezioni di dischi piene di cose, ha pensato che sarebbe stato così anche< per i fans: da lì la confezione con cofanetto in cartonato con libretto, cd, plettro, adesivo, spilla e quant’altro. Ormai la musica si scarica e dunque il cd è un feticcio e basta…a questo punto rendiamolo un feticcio interessante. *

“Parliamo del “Hot Sexy Toys Tour”… so che avete un modo molto particolare di fare live…”

Se abbiamo uno spazio sufficiente ci piace portare sul palco oltre alla
musica ed alla nostra fisicità anche qualcosa che attiri l’attenzione del pubblico: ci piace condire lo spettacolo con molte cose e siccome Marco Zanni è megalomane e ha grandi idee, si cerca di portare per quanto possibile, uno spettacolo emozionante in giro per l’Italia*

“Il 26 Novembre sarete al Piper, storico locale romano; che emozione si prova a suonare in un locale del genere e che aspettative avete per questa serata”

E’ la seconda volta che suoniamo lì: il posto è sicuramente storico e bello, l’emozione per fortuna c’è sempre prima di un concerto ma la bellezza della serata è nel riuscire a creare con il pubblico quello scambio di emozioni che trasformi il concerto in un grande show. Speriamo che il 26 possa accadere. Noi ce la metteremo tutta.*

“Come nei reality in tv, in poche parole di’ agli utenti del blog il perché dovrebbero venire il 26 sera al vostro live e perché dovrebbero comprare il cd”

Un bel concerto Rock, in un bel locale, è sicuramente un ottimo modo di passare una serata. Il biglietto ha tra l’altro un prezzo onestissimo (10 euro).  Per quanto riguarda il cd secondo me andrebbe preso perché è un gran disco e confezionato in maniera eccezionale. Mi rendo conto che la vostra generazione è “dopata” da musica artificiale e preconfezionata, ma se un ragazzo ha voglia di approfondire e migliorare la propria conoscenza musicale, troverà nei Rebecca una band molto interessante. *

“Che temi trattate di solito nelle vostre canzoni? Che cosa rappresenta per voi ogni canzone che incidete?”
I testi sono di Francesco Bejor, il nostro cantante: si parla di vita
vissuta e perché no, delle sue paure e gioie. Parlandone però con alcuni fan mi sembra che ognuno li interpreti a modo proprio e dunque diciamo che sono pirandelliani, ognuno gli dà l’interpretazione che preferisce.*

“Chi è che scrive i testi, chi compone le basi? Collaborate tutti insieme o comunque ci sono compiti specifici per ognuno?”
Come ti dicevo i testi sono di Francesco. Le musiche le scrive Marco Zanni. Poi è chiaro che ognuno di noi ci metta del proprio quando suoniamo.*

“Progetti futuri? CD, Tours, Eventi…
Il disco nuovo uscirà verso marzo 2010 ed ora pensiamo a fare il miglior
lavoro possibile. Altre date arriveranno di supporto a questo disco.- *

“So che ultimamente avete suonato al carcere di Rebibbia.. che emozione è stata suonare in un luogo cosi inusuale? Come è stato dare un po’ di libertà a quelle persone?”

Una tra le più belle esperienze della mia vita: il calore e l’affetto dimostrato da chi era presente quel pomeriggio mi hanno ripagato dei tanti sacrifici fatti per la musica. Un’esperienza a livello emotivo davvero fantastica.

Grazie Marco e buona fortuna con i Rebecca.. spero il futuro vi possa dare tante soddisfazioni, più di
quante ne abbiate avute fino ad ora.

nb. Questa intervista è stata fatta prima del concerto del 26 Novembre.

Per chi fosse maggiormente interessato al gruppo ecco il myspace e il sito internet ufficiale

www.rebeccaband.com/

www.myspace.com/rebeccaband

Categorie: Musica

Il miglior riff di chitarra è ‘Voodoo Child’

1 dicembre 2009 Lascia un commento

1. Jimi Hendrix Experience – “Voodoo child (Slight return)”

2. Guns N’Roses – “Sweet child o’ mine”

3. Led Zeppelin – “Whole lotta love”

4. Deep Purple – “Smoke on the water”

5. Derek and the Dominos – “Layla”

6. AC/DC – “Back in black”

7. Metallica – “Enter Sandman”

8. Beatles – “Day tripper”

9. Nirvana – “Smells like teen spirit”

10. Rolling Stones – “(I can’t get no) Satisfaction”

11. Black Sabbath – “Paranoid”

12. Muse – “Plug in baby”

13. Eddie Van Halen – “Ain’t talkin’ ’bout love”

14. Kinks – “You really got me”

15. White Stripes – “Seven nation army”

16. AC/DC – “Highway to Hell”

17. Led Zeppelin – “Heartbreaker”

18. Black Sabbath – “Iron man”

19. Led Zeppelin – “Black dog”

20. Michael Jackson – “Beat it”

Tante classifiche fatte fino ad ora, ecco l’ennesima: il Daily Telegraph di Londra ha stilato una classifica, a mio parere molto seria, dei migliori riff di chitarra di sempre. Più di 5000 utenti+musicisti hanno votato per realizzare questa classifica, e devo dire che forse è la più seria e veritiera mai realizzata. Anche se, forse preferisco il riff di Layla a quella di Whole Lotta Love :) .

30 anni dalla creazione del Muro

30 novembre 2009 Lascia un commento
Pink Floyd - The Wall

Pink Floyd - The Wall

1965, in quell’anno in Inghilterra un gruppo di studenti qualsiasi(Syd Barrett, Nick Mason, Roger Waters, Richard Write, Bob Klose) si impegnava nel formare un gruppo musicale; un gruppo nuovo, moderno(tutt’ora), un gruppo destinato a diventare uno dei più grandi di tutti i tempi: erano i The Tea Set, che noi meglio conosciamo con il nome di Pink Floyd.

30 Novembre 1979, in quel giorno nasceva invece una delle pietre miliari della storia della musica, un qualcosa pieno di rabbia, di violenza quasi, disperazione. Stiamo parlando di The Wall, definito capolavoro multimediale,  e di cui ho qualche difficoltà a parlare. E’ il primo album in cui il leader è quel geniaccio di Roger Waters(formazione: David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason), grandissimo musicista, grandissimo mostro sacro della musica mondiale. Sebbene io provi grande stima verso questo grande musicista, purtroppo non riesco a definire capolavoro multimediale questo lavoro. E’ un album a mio parere affascinante, sì, interessante, sì, ma non capolavoro. Personalmente penso che la storia narrata durante questo concept album sia poco originale(non sto a raccontarvela), seppur narrata con accuratezza, con vari spunti psicologici, è diciamo molto banale; e neanche il fattore strumentale riesce ad arrivare in suo aiuto. A favore dell’album posso dire che in certe canzoni ci si riesce ad entrare dentro e quasi ad immedesimarsi nel protagonista(Pink), ed è quasi impossibile togliersi tutta quella rabbia che ti mette dentro la canzone, un esempio lampante è One of My Turns. Non si è detta una parola su quel capolavoro che è Another Brick in the Wall, probabilmente la prima canzone che ti viene in mente quando pronunci le parole “Pink Floyd”, e questo è un capolavoro vero e proprio; canzone divisa in 3 parti, simili, quasi uguali, si va dalla profonda tristezza che riesce a trasmettere la prima parte, fino alla rabbia violenta della terza parte.

Questo è un album che ha fatto storia secondo me non per la grande qualità dell’album ma per quel tema del muro a cui ancora oggi molti giovani rimangono attaccati e a cui ancora oggi troviamo sempre significati diversi.

30 Novembre 2009, e in questo giorno, ci ritroviamo a festeggiare i 30 anni di quest’album d’importanza storica, che all’epoca creò, se posso dire, una rivoluzione mentale(che ti si presenta la prima volta che ascolti The Wall) tra i giovani, che magari si immedesimano nella storia di Pink, chiudendosi nel proprio muro ed estraniandosi dal mondo, chissà, magari impazzendo, come fece il nostro Pink. Mi stupisce pensare che 30 anni fa i Pink Floyd affrontarono un tema così bello ed importante e soprattutto moderno e penso a cosa si penserà tra 30 anni di, chessò, 21st Century Breakdown.

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